L'Antagonista è colui che irrompe sulla scena e rompe uno schema precostituito immobile certo. L'Antagonista è il nostro subconscio la voce vitale del dubbio che illumina la capacità critica individuale. Perchè la ragione deve tenere sempre conto del suo contrario, di un'altra possibilità. L'Antagonista ci aiuta a lubrificare i nostri pensieri ad allentare la spinta aggressiva a riconsiderare la giustezza e il peso specifico da una visione diversa secondo una luce che mette in risalto sfumature non visibili all'osservatore comune. E' una opportunità mai un limite.


L'altra faccia dell'Europa

Senza fare della inutile retorica, a Vienna basta vedere chi c'e' sul podio: al quarto posto una Squadra solida, una squadra letteralmente smantellata, depredata dei suoi campioni negli ultimi anni; via Delogne, Mettivieri, Hanotiaux:sono rimasti gli "enfants terribles" capaci di tutto, di battere il Mattersburg in girone e ai quarti in un derby bellissimo i rivali dell'Hennuyer. Niente da dire: caparbi.
Al terzo posto un'altra Squadra, storica, coriacea, autarchica (anche Hennuyer, ultimo baluardo all'estero, ha comprato uno straniero, il maltese Mallia!!!), capace di eliminare nettamente e con grande personalità i campioni in carica della Reggiana e poi di sfiorare una finalissima storica. Magnifici.
Al secondo posto i favoritissimi del Perugia dominatori incontrastati del girone piu' difficile e capaci di non avere paura di nessuno, mai: gli e' mancato davvero poco, poi vedremo cosa. Per ultimi i Campioni austriaci, la Squadra per eccellenza in questo week end: in quattro senza un quinto competitivo dopo aver perso sia fisicamente che "moralmente" la loro punta di diamante, Guimaraes, sono riusciti a spuntarla contro ogni pronostico e contro chi pensava presuntuosamente che la coppa sarebbe rimasta in Italia: chapeau!
Con una analisi piu' attenta non sfuggirà il fatto che i grandi acquisti del mercato estivo hanno letteralmente fallito tutti: l'attesissimo Guimaraes ha perso ai quarti contro un agguerritissimo Matzinger (2-1) dopo il contratto faraonico offertogli dal magnate Iazzetta, difficile dire di no a certe cifre ma a Mattersburg era trattato come un re, un amico un fratello e basterebbe solo l'abbraccio,tenerissimo, della suocera di Lenz per capire che l'affetto e il calore e l'amicizia non hanno davvero prezzo; un caso il fatto che abbia perso proprio lui? Un caso che proprio Lenz abbia giocato come un dio e si sia sobbarcato tutta la responsabilità della squadra data per spacciata e destinata secondo l'opinione dei piu' a semplici (anche se buoni) piazzamenti???
Un'altra delusione sono stati i due neo-acquisti perugini; l'olandese Veraghen non è mai stato utilizzato nelle gare cruciali, mentre il greco Triantafillou (buona la sua coppa europa fino alla finale) impattava andando però in svantaggio contro il punto "debole" della compagine austriaca, Haider (1-1 lo score); imperdonabile!
E' stata la competizione delle rivincite dunque, per non dimenticare che le motivazioni personali e piu' intime valgono molto di piu' dei titoli, delle parole e dei soldi.

by Alex Iorio